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CENNI STORICI

Piazza di LugagnanoLugagnano è il toponimo derivato da "Lucus Anneianus": il bosco e la radura sacra di Anneio o ai Galli anani che popolavano queste colline. Il più antico riferimento a Lugagnano si trova in un atto dell'884 in cui si citano beni "in ipso loco Nebiano aut in Lucanuiiano, aut in finibus Castellana".

La storia medievale è legata alle vicende di Castell'Arquato e ai Valvassori e Valvassini di feudatari Guelfi e Ghibellini che a turno dominarono questa zona della Val d'Arda in nome dell'Imperatore, del Papa o del Comune di Piacenza.

La storia recente vede nel 1743 la cessione del territorio piacentino al Regno di Sardegna alleato di Maria Teresa d'Austria. Il trattato di Aquisgrana (1748) lo restituisce al Ducato di Parma. Nel 1816 il Ducato viene assegnato a Maria Luigia d'Austria che, in visita agli scavi di Velleia, sosterà a Lugagnano nel Palazzo Gandolfi, attuale sede del Municipio.

VELEIA ROMANA

Veleia romana:resti dell'anfiteatro romaniLa città di Veleia sorge in una valle appenninica a sud di Piacenza, si sviluppa e diviene municipio, capoluogo di un vasto territorio montano, nell' ultimo secolo della Repubblica. Il nome deriva da quello di una tribù ligure, quella dei Veleiates.

I liguri veleiates furono i primi abitanti della zona. Con una economia tipicamente di sussistenza dove la caccia e la pesca unite ad una primitiva forma di allevamento costituivano le principali attività di sostentamento. Posta in una zona decentrata del territorio ligure, Veleia aveva una sua valenza dal punto di vista dell'interscambio mercantile.
Veleia è, in epoca romana, un municipo, capoluogo di un vasto territorio montano confinante con quelli di Parma, Piacenza, Libarna e Lucca. Si tratta di una meta prediletta per consoli e proconsoli di Roma che qui trovano un luogo ideale, grazie anche alle terme, per una villeggiatura tranquilla e riposante.

L'estensione del territorio veleiate, da cio' che si puo' ricavare dalla Tavola Alimentaria, e' di circa 1200 kmq. I romani vi giunsero in modo totalmente pacifico e nel 42 d.C. Veleia ottenne la prima cittadinanza romana. Il declino di questo luogo e' da far risalire al periodo compreso tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Oltre alla decadenza dell'Impero Romano, i fattori di crisi sono da ricercarsi nei cataclismi naturali che ne inficiarono la sicurezza e alla lontananza dalle principali vie di comunicazione che costituivano l'asse portante della vita economica e sociale della tarda antichità.

Sommersa da un movimento franoso nel 1300, Veleia conosce un lungo periodo d'oblìo. L'esplorazione del sito ha inizio a seguito del ritrovamento, fatto casualmente nel 1747, della "Tabula Alimentaria" traianea, la più grande iscrizione su bronzo di tutto il mondo romano, testimonianza, databile agli inizi del II sec. d.C. Spezzato e venduto a varie fonderie, ma recuperato dai canonici piacentini Giovanni Roncovieri e Antonio Costa, il prezioso monumento è offerto dal Costa a don Filippo di Borbone, duca di Parma, nel 1760. Proprio grazie a quest'ultimo, la ricerca sul sito di Veleia conosce una metodologia di lavoro razionale in grado di far affiorare dal terreno le testimonianze che rendono chiara la valenza storica di questo luogo.

La ricerca archeologica riprende vigore dopo la seconda meta' del 1900. Veleia è ancora oggi oggetto di studi e rappresenta una meta suggestiva per il turismo scolastico, archeologico e culturale.
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